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I. Gusto antiquario e mercato internazionale tra Otto e Novecento

Alceo Dossena
Madonna con il Bambino, san Giovannino, sant'Anna e due cherubini
Stile di Donatello
Marmo, cm 105 x 67
Firmato in basso al centro: «Donatellius Flor.»
Milano, collezione privata

La sezione introduttiva alla mostra comprende opere realizzate da autori non senesi. Artisti dediti alla contraffazione di opere d'arte antica, la cui attività ebbe risultati qualitativi e commerciali assai rilevanti.

Sono esposte quattro fronti di cassone realizzate a Firenze intorno al 1860-1870, a seguito della riscoperta dei cassoni italiani istoriati del Rinascimento promossa in particolare dagli anglosassoni.

Con un gruppo di opere del cosiddetto "Falsario spagnolo", assai attivo (forse a Parigi) tra i due secoli, si intende documentare l'aspirazione, tipica dell'epoca, a un medioevo fantastico e idealizzato, non distante da quello ricercato dai pittori senesi dello "stile panforte" e dall'imagerie del Palio.

Tre opere del più celebre tra i falsari italiani del XX secolo, attivo prevalentemente a Roma, Alceo Dossena (Cremona, 1878 - Roma, 1937), danno conto della perizia realizzativa raggiunta in questo particolare genere d'arte: una Madonna con il Bambino, scultura lignea policroma nello stile di Giovanni Pisano; una Santa Caterina d'Alessandria e un donatore, altorilievo in marmo in stile senese del Trecento; la Madonna con il Bambino, san Giovannino e sant'Anna e due cherubini, firmata «Donatellius flor.», bassorilievo in marmo in parte derivato, come ebbe a rilevare John Pope Hennessy, da una delle opere senesi di Donatello, la cosiddetta Madonna del perdono (Siena, Museo dell'Opera della Metropolitana).

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